Messaggio della settimana di Don Giuseppe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

V Domenica di Pasqua          15 Maggio 2022

 

 

Come io vi ho amato...

di Roberto Laurita

           

            Cosa vuol dire amare il prossimo? Al di là delle apparenze, la morale positiva non è facile. Per viverla bisogna avere una buona bussola e la capacità di usarla, di orientarsi. L'interdetto, la proibizione, nel suo funzionamento è, invece, estremamente semplice e rudimentale. Traccia un confine, e proibisce di oltrepassarlo. La morale positiva, invece, si presta a molti equivoci.

            Per qualcuno amare il prossimo vuol dire non far niente contro gli altri. Assume, dunque, i connotati della passività, più che dell'azione positiva.

            Per altri amare il prossimo significa fare un'offerta al povero che si incontra per strada o che bussa alla tua porta. Amore qui coincide con l'elemosina, con del denaro.

             Per altri ancora l'amore al prossimo coincide, invece, con atteggiamenti di comportamento corretto, onesto, rispettoso. E' indubbio che non ci può essere amore senza giustizia, senza rispetto dei diritti degli altri. Ma l'amore è solo questo?

            Gesù, ancora una volta, ci strappa alla confusione e agli equivoci e ci dà la giusta misura, il punto di riferimento chiaro. Gesù si propone come modello di questo amore:«Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri». In questo, bisogna riconoscerlo, questo comandamento è del tutto "nuovo", inedito, perchè fissa una misura straordinariamente grande, che non si accontenta di poche briciole di compassione, di qualche ritaglio di bontà, del dono di un po' del nostro superfluo.

            E questo è il segno distintivo del cristiano, ciò che lo caratterizza e lo fa riconoscere.

            Il discepolo di Cristo non è tale per una questione anagrafica, perchè figura nei registri di battesimo e della cresima. E' nei fatti, con le opere, che si mostra se si ama veramente Gesù.

 

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